Riforma dell’Audit in Italia

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Il 17 giugno 2016 è diventata efficace la riforma della revisione legale dei bilanci d’esercizio e consolidati, disciplinata dal Regolamento (UE) n. 537/2014, applicabile agli Enti di Interesse Pubblico (EIP), e dalla Direttiva 2014/56/UE, relativa alla generalità delle revisioni legali, il cui recepimento in Italia richiede un apposito decreto legislativo. Al proposito il Governo italiano ha emanato uno schema di decreto legislativo.

La riforma della revisione legale dei bilanci si inserisce in un contesto più ampio di riforme adottate immediatamente dopo la crisi finanziaria del 2008 e si propone di garantire:

  • un rafforzamento dell’indipendenza del revisore;
  • un atteggiamento di scetticismo professionale da adottare lungo tutta la revisione legale;
  • la qualità della revisione, anche attraverso la promozione di un mercato competitivo caratterizzato dalla presenza di più attori;
  • in ultima analisi, un mercato finanziario dotato della struttura e degli strumenti in grado di proteggere l’interesse dei diversi soggetti coinvolti (società, investitori, istituti finanziari, ecc.).

Mazars ha fin dall’inizio svolto un ruolo attivo nell’iter che ha condotto all’approvazione della Direttiva 2014/56/UE e del Regolamento (UE) n. 537/2014, al fine di garantire una maggiore affidabilità dell’attività di revisione legale e delle informazioni finanziarie e l’armonizzazione e stabilità del mercato in generale.  

Diverse sono le misure adottate in tale senso, per esempio:

  • l'introduzione di una lista  di  servizi  diversi  dalla  revisione  legale  dei  conti  la  cui  fornitura  è vietata nei confronti degli EIP presso i quali si svolge la revisione legale;
  • nuove  disposizioni  riguardanti  la  rotazione  obbligatoria  delle  società  di revisione che svolge la revisione di un EIP;
  • l’attribuzione al Comitato per il controllo interno e la revisione contabile degli EIP di funzioni non solo di vigilanza, ma anche di monitoraggio del processo dell’informativa finanziaria e della revisione legale.

Tra le novità introdotte dalla normativa europea spicca l’introduzione del joint audit, applicabile alla generalità degli enti assoggettati a revisione legale inclusi gli EIP, e che è stato specificamente promosso dal Parlamento Europeo al fine di incrementare la qualità della revisione legale e la competitività del mercato.

Infatti il joint audit permette alle Società, e quindi al mercato, di beneficiare dell’expertise sviluppata da più di una sola Società di revisione, incrementa la qualità dell’attività svolta e un efficace knowledge sharing. Il joint audit è anche uno stimolo per l’innovazione e la crescita continua, offrendo alle imprese la possibilità di beneficiare di maggiori competenze e di una maggiore indipendenza delle Società di revisione, requisito fondamentale per lo svolgimento dello stesso audit.

I paesi in cui si è già concluso l’iter normativo relativo alla riforma della revisione legale (Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Slovacchia, Austria, Svezia e Ungheria) hanno incoraggiato il joint audit, prevedendo per esempio, in caso di effettuazione dello stesso, l’estensione del periodo dell’incarico di revisione legale a 24 anni (14 per la Spagna), al fine di promuovere la continuità dell’attività svolta.

E’ doveroso che anche in Italia vengano adottate analoghe misure per il joint audit, nell’ottica di conseguire i benefici che ne derivano, volti a un costante aumento qualitativo della revisione e della affidabilità del mercato finanziario.

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