COVID-19: Impatto su impairment test e PPA

E' online l’articolo redatto da Mazars relativo alle implicazioni del COVID-19 su impairment test e goodwill.

In un mese, l'indice FTSE MIB ha perso quasi il 32% del suo valore, passando dal valore di 25.478 punti il 19 febbraio a 17.412 punti il 7 aprile scorso. Nonostante i mercati spesso reagiscano eccessivamente agli effetti al ribasso, l'impatto sui prezzi di borsa del COVID-19 evidenzia la necessità di essere tenuto in considerazione nell’attività di impairment test.

IMPATTO DEL COVID-19 SUGLI ESERCIZI CHIUSI AL 31 DICEMBRE 2019

Per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2019 (ad eccezione del caso in cui a seguito dell’emergenza pandemica COVID-19 venga meno il presupposto della continuità aziendale) il COVID-19 rappresenta un "evento non - adjusting", ovvero un evento che non influenza i saldi di bilancio.

Pertanto, ai fini della redazione del bilancio 2019:

- non saranno messi in discussione i piani aziendali, in quanto, alla data del 31 dicembre 2019 non sussisteva un indice di perdita di valore co riferimento al COVID-19. I piani previsionali non dovrebbero pertanto incorporare effetti relativi al COVID-19;
- sarà necessario sviluppare nuove analisi relative alla sensitivity dei parametri selezionati con riferimento agli impatti della pandemia al fine di tener conto di una maggiore e comprovata volatilità (aumento del tasso di sconto, riduzione e/o slittamento del fatturato, erosione dei margini, ecc...).

Mentre la questione dell'impatto del COVID-19 sui saldi di bilancio con chiusure di esercizio (o chiusure intermedie) dopo il 31 dicembre 2019 e prima del 31 marzo 2020 è ancora in corso di analisi, non vi è alcun dubbio che la pandemia debba essere considerata un “evento adjusting” nelle rendicontazioni contabili al 31 marzo 2020.

A PARTIRE DAGLI ESERCIZI O PERIODI INTERMEDI CHIUSI AL 31 MARZO 2020

Si ricorda che Il principio contabile internazionale IAS 36, che regola l’impairment test del goodwill stabilisce che questo deve essere testato almeno una volta all'anno, così come qualvolta si presenti un indice di perdita di valore (trigger event). Normalmente l’impairment test è effettuato a livello della Cash Generating Unit (CGU) o gruppo di CGU a cui il goodwill è collegato. Il valore recuperabile di una CGU è pari al maggiore tra il suo fair value (al netto dei costi di dismissione) e il suo valore d’uso.

Si può ragionevolmente pensare che:

- gli approcci alla determinazione del valore recuperabile al fair value (prezzi di borsa, multipli di borsa...) saranno fortemente influenzati dall'attuale contesto di borsa e quindi sfavorevoli. Questo dà rilevanza preminente al concetto di valore d’uso;
- l'indice di perdita di valore sia generalizzato. Infatti, la chiusura degli stabilimenti industriali, l'interruzione dell'attività di molti settori sono tutti indicatori di perdita di valore che probabilmente dovranno essere considerati.

Naturalmente ci sarà una disparità di impatti a seconda dei settori, ma non c'è dubbio che sarà necessaria una maggiore attenzione agli impairment test da parte degli operatori economici.

Come tale, è importante considerare gli impatti previsti di COVID-19, nonostante l'attuale incertezza. In tal senso è opportuna la costruzione di diversi scenari di business plan (del tipo Best case / Worst case con diverse probabilità di scenari di uscita dalla crisi), al fine di essere in grado di presentare l’eventuale impatto dell'attuale crisi sanitaria sulle operazioni future dell’una o dell’altra CGU.

L'altro elemento chiave dell’impairment test è il tasso di sconto. È importante ricordare che tale tasso è direttamente correlato alle ipotesi alla base dello sviluppo dei piani previsionali e dei rischi in essi riflessi.

La considerazione di un premio di rischio supplementare nei tassi di sconto sembra ormai inevitabile, tenuto conto dell'impatto al rialzo degli attuali livelli di premio per il rischio di mercato. Essa riflette il rischio aggiuntivo riflesso dall'incertezza del mercato di fronte sia alla manifestazione di questa crisi che alla mancanza di visibilità sulla sua durata.
Il suo livello sarà valutato alla luce della capacità dei piani previsionali di riflettere in modo ragionevole le conseguenze della crisi sanitaria sui flussi finanziari futuri.

PER GLI ESERCIZI CHE HANNO UNA PURCHASE PRICE ALLOCATION (PPA) IN CORSO

Ricordiamo che il principio contabile internazionale IFRS 3R regola la Purchase Price Allocation (PPA) nell’ambito delle aggregazioni aziendali. Il processo di PPA è volto alla determinazione del fair value delle attività e delle passività acquisite in un’aggregazione e deve essere realizzato alla data di acquisizione, vale a dire alla data di acquisizione del controllo.

Gli impatti del COVID-19 in relazione alle attività di PPA devono essere valutati in primo luogo in relazione a questa data di acquisizione, mentre i concetti di signing e closing possono essere indicativi, ma non sono sempre decisivi. La vera domanda è quando l'acquirente ha effettivamente acquisito il controllo del nuovo business.

Si tratta quindi di sapere quale fosse il livello di conoscenza della diffusione del virus alla data dell'effettiva acquisizione della società target da parte della società acquirente. In ogni caso, è ragionevole mantenere la data del 30 gennaio 2020 (dichiarazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS - dello stato di emergenza sanitaria) come data cardine e iniziale ai fini delle considerazioni derivanti dal COVID-19.

Tutte le transazioni di PPA effettuate con data antecedente non sarebbero quindi influenzate da questa crisi sanitaria.
D'altra parte, per le acquisizioni dopo il 31 gennaio 2020, si pone la questione se esse ne risentiranno. In pratica, esiste una zona di giudizio, basata sui fatti e sulle circostanze di ciascuna entità e transazione. 

La natura degli impatti è valutata a livello dei piani previsionali considerati per razionalizzare il prezzo di acquisizione con una conseguenza diretta al ribasso sul livello dell’IRR (internal rate of return) dell'operazione. In pratica, più il livello dell’IRR è vicino al livello del tasso di sconto utilizzato per l’impairment test, maggiore sarà l'avviamento compromesso. Si rende quindi necessaria attività di monitoraggio degli impatti, in quanto la creazione di valore dell'operazione può essere ostacolata dalla situazione economica attuale.

"Il pessimista si lamenta del vento. L'ottimista spera che cambi e aggiusta le sue vele."
William Arthur Ward

In questi tempi turbolenti e incerti, riteniamo che la trasparenza delle informazioni sia il modo migliore per rassicurare gli utilizzatori dei bilanci sulla capacità delle imprese di superare questa crisi sanitaria.